|
17_08_2006 |
|
...Nel campo del vino,
come in quello del formaggio, della senape, del foie gras e dei salumi,
la globalizzazione ha forse qualcosa di buono quando permette la
diffusione – e dunque la conoscenza – di prodotti poco conosciuti. Ma
ha anche il suo rovescio dannatamente riduttivo, che determina, ad
esempio, la perdita di un saper fare locale e l’impiego effimero di
persone, che ci si premurerà di gettare via dopo l’uso, come fossero
volgari fazzoletti di carta, prima di delocalizzare per meglio
sfruttare altrove il filone. Al diavolo l’origine, pur di provare
l’ebbrezza dei soldi!
|